“Questo
libro è un cumulo di fesserie!” sentirò
certamente dire spesso.
Popp
affermava che per “scientifico” si intende
un evento che, riprodotto nelle stesse condizioni, dà luogo sempre allo
stesso
risultato. Questo, però, a patto che la Scienza abbia gli strumenti per
riprodurre o verificare l’evento: dipende infatti dal tipo di evento.
Oggi
posso affermare con estrema certezza che ci
sono eventi che accadono dentro di noi che per la loro natura e per la
loro
imponderabilità, sono tanto stupendi quanto difficili da scrutare e
studiare a
livello scientifico, anche per il fatto che quasi nessuno che vive
quegli
eventi ha voglia di divenire un fenomeno da baraccone per farsi
studiare dalla
Scienza.
Non
è possibile “misurare” l’estasi, però è
possibile rilevarne un suo fenomeno, cioè come cambia la neurochimica
del corpo
che vive quell’evento.
Quindi
non c’è alcun modo per la scienza di poter
studiare direttamente eventi interiori se non per gli effetti, l’ombra,
che
essi determinano nel mondo fenomenico; un fenomeno può solo interagire
con un
altro fenomeno.
Si
apre quindi il panorama di universi paralleli
al nostro che non essendo della stessa sostanza, non riescono a essere
visibili
ai nostri strumenti di misura, ma le nostre aperture di coscienza ci
fanno
penetrare in quelle realtà e procurano degli effetti qua e sono questi
gli effetti
che si possono studiare; ma essi sono solo l’ombra della verità…
La
vita non è monopolio di nessuna dimensione;
essa esiste e provoca degli effetti in tutti i piani di esistenza e
poiché i
piani sono determinati dalla mente, dobbiamo già considerare il fatto
che la Vita
non è la mente, bensì un qualcosa che usa la mente per viaggiare e per
passare
da un universo a un altro: la Vita non fa parte di questo mondo né di
nessun
altro e se la vita è Dio (e lo è), dobbiamo anche comprendere che essa
non
potrà mai essere compresa nella mente poiché in essa si manifesta solo
come
fenomeno, come realtà, non come Verità. Al contrario di un fenomeno, la
Vita
non può essere compresa: puoi solo esserla.
Ma
comunque la Vita viaggia nella mente sotto
forma di energia nell’atto di esprimere se stessa, di produrre un
fenomeno: essa
viaggia da un universo a un altro al fine di compiere una
manifestazione e per
far sì che ciò avvenga anche nel nostro mondo, è necessario che in
questo mondo
vi siano delle condizioni che consentano a queste energie esterne di
entrarvi,
di creare un effetto e quindi di uscirne.
La
non conoscenza di queste e di altre
condizioni particolari, non consente alla Scienza di poter effettuare
prove
scientifiche sui fenomeni paranormali, già per loro natura abbastanza
incostanti e riluttanti a farsi studiare.
Devo
però pensare che alcuni fenomeni sono
volutamente ignorati e anche “attaccati” dalla Scienza in quanto, se
venissero
considerati, molte applicazioni, specie militari, potrebbero in qualche
modo venire
compromesse.
Un
qualsiasi sistema, per tenerlo in vita, deve
ricevere una quantità minima di energia affinché compia il lavoro per
il quale
è destinato. Al di sotto di quel valore, il sistema tende a fermarsi,
si
degrada e si ferma.
La
vita è movimento e tutto ciò che tende a
fermarsi muore e scompare. In qualsiasi sistema in equilibrio il flusso
delle
energie entranti necessarie a compiere un lavoro è quindi equilibrato
da quelle
uscenti, ma quando quelle entranti vanno al di sotto di un certo
limite, il
sistema tende a fermarsi. Questo limite è detto punto di non ritorno e
se non
intervengono fattori esterni, il sistema tende inevitabilmente al
collasso.
Intere
civiltà sono scomparse quando ideali
vitali vennero sostituiti da troppi interessi personali da parte della
classe
politica; quando in una coppia l’entità dei litigi e delle
malcomprensioni
supera un certo limite può essere necessario l’intervento di un
consulente
matrimoniale che, in qualità di arbitro, inietta una dose di
ragionevolezza e
rivitalizza il sistema.
La
vita biologica funziona alla stessa maniera: esistono
nel nostro corpo due sistemi di regolazione, uno retto dalla ghiandola
Ipofisi
che inibisce stati vitali, l’altro retto dalla Ghiandola Pineale che,
invece, può
essere considerata il direttore d’orchestra della Vita. Se l’attività
di quest’ultima
viene inibita dai condizionamenti umani che iperattivano l’Ipofisi,
così come
dal centro di controllo di una centrale elettrica si può togliere
energia a un
quartiere alla volta di una città, allo stesso modo questa alterazione
si
traduce in una perdita di energia al nostro corpo per inibizione
nell’ingresso
di energia vitale dai chakra e quindi dalle altre ghiandole endocrine.
Il
primo quartiere biologico a cui il sistema
alterato toglie corrente è quello della ghiandola del timo.
Da
quel momento parte l’invecchiamento e il
corpo, per inerzia biologica, comincia a percorrere il suo cammino
verso morte.
Alla
domanda “Qual è il sintomo classico
dell’invecchiamento?” quasi tutti risponderebbero i classici capelli
bianchi.
Il timo, infatti, produce rame in un particolare stato della materia
che non è
né molecolare ne metallico e che risulta invisibile alle normali
tecniche
analitiche. La presenza di questo materiale che potremmo definire “in
un
alterato stato di coscienza materiale” è ciò che determina l’integrità
del
colore dei capelli.
Avviato
il processo di degrado, successivamente
al timo, l’energia viene tolta da altre aree del corpo, per cui le
altre
ghiandole endocrine cesseranno di produrre i propri elementi (sempre di
tipo invisibile
ai normali procedimenti analitici) che biologicamente produrranno
squilibri i
quali accelereranno l’invecchiamento di altre parti del corpo al pari
di ciò
che avvenne per i capelli; alla fine sopraggiunge la morte per mancanza
di
energia vitale.
Amore
e morte, in latino, hanno la stessa radice
dove morte = mors e amore = a-mors con a privativa che definisce uno
stato di
mancanza di morte e quindi la presenza di amore e immortalità continui.
Quindi
amore e vita sono tra loro collegate e
sono le condizioni basilari per cui l’energia vitale può circolare nel
corpo
fisico e tenerlo in vita. Quando l’essere diviene umano poiché si è
piegato ai
condizionamenti del mondo materiale, intraprende inevitabilmente il suo
viaggio
verso la morte.
Ma
tornando a questo libro, devo dire che è vero
poiché è la mia esperienza ed è anche l’occasione per rivelare
pubblicamente
una parte della mia esistenza che considero favolosa.
Il
1990 fu per me il coronamento di un periodo
terribile iniziato con la morte di mio padre a metà degli anni “80:
sembrava
che nulla andasse per il verso giusto e di fatto nulla era a posto; era
come
una specie di maledizione e le cose andavano sempre peggio, per anni.
Nella
seconda metà del 1990 le cose toccarono il fondo e per una serie di
circostanze, sentii spegnere la vita dentro di me e feci l’esperienza
della
morte: entrai nel famoso tunnel, ma mentre vi ero dentro mi imposi di
tornare
indietro poiché sapevo che non poteva finire lì; non arrivai in fondo,
alla
luce che comunque vedevo da dove ero posizionato.
Aprii
gli occhi e chiesi di ricevere un aiuto in
qualsiasi forma e dopo qualche giorno ebbi notizia, da un’amica di mia
sorella,
che una sua conoscente aveva fatto un’esperienza meravigliosa a seguito
della
quale aveva capito molte cose sulla vita ed era divenuta più causa e
meno
effetto della vita stessa.
Eravamo
a ottobre; non volli sapere null’altro e
dopo una serie di peripezie riuscii a prenotarmi per dicembre;
l’esperienza si
svolgeva a Firenze, si doveva arrivare lì entro il mercoledì sera e si
sarebbe
conclusa la domenica pomeriggio.
Non
è mia intenzione dilungarmi sugli
incredibili e meravigliosi metodi che usavano in quel Corso che mi
accorsi poi
essere un Corso di auto-realizzazione e di auto-coscienza personale
magistralmente orchestrato. Mi “prepararono” per l’esercizio finale e
fu così che,
con una preparazione iniziata il mercoledì sera, giungemmo alle ore 12
della
domenica. Claudio, l’istruttore, mi chiamò e mi chiese se ero pronto.
Feci
l’esercizio (non è ora importante quale fu)
e mi sentii esplodere la base del coccige; sentivo che l’energia si
muoveva e
che esplodeva avanzando verso l’alto, in direzione della testa.
Esplodeva come
se stesse esplodendo un vulcano, con dei boati interiori spaventosi, di
una
tale potenza che mi impossibile trasmettere a parole se non a chi ha
sentito esplodere
un vulcano oppure ha vissuto i botti della notte di capodanno a Napoli.
Le
esplosioni passarono al fondo schiena e poi ancora più su e ancora più
su e ancora
più su, fino ad arrivare all’altezza delle orecchie. Fu in quell’attimo
che
l’istruttore mi fermò; eppure questo esplodere poteva andare oltre…
Mi
si era sollevata la kundalini (eppure le
persone che mi conoscono sanno che sono contrario alle tecniche che
fanno ciò
perché sono davvero pericolose per chi non è pronto) e avevo “visto” i
miei
chackra che posso garantire che non sono solo sette; infatti alcune
fonti di
informazione riportano sistemi a dieci, dodici e più chackra nel corpo
umano;
ma sono anche di più e di tipologie diverse tra loro...
Ciò
che sto per esporre è come mi sentii quella domenica
16 dicembre 1990 alle ore 12 e per diversi mesi dopo: la mia coscienza
si era
espansa, mi sentivo alto decine di metri e camminavo a oltre venti
centimetri
da terra; molte facoltà paranormali mi si presentarono e mi erano utili
per
essere avvertito di ciò che stava per accadere intorno a me. La vita mi
era
d’aiuto su tutto e le cose giravano come volevo io; ma la cosa più
importante
era come sentivo il mio corpo: non era più solo vivo, ma lo sentivo immortale. Avvertivo scorrere dentro me
fiumi di energia di entità tale che il Rio delle Amazzoni, nei suoi
momenti di
piena, al paragone era un torrente quasi in secca; questo stato
ricordava e
confermava le parole di Gesù quando parlava di acqua
zampillante dentro di noi.
Non
avevo necessità di mangiare e, se mangiavo,
i miei denti non si sporcavano. I vestiti avrei potuto non cambiarli
per
settimane poiché su di essi non vi era traccia di umori del corpo per
cui
rimanevano sempre puliti. Anche il mio corpo non sarebbe stato
necessario
lavarlo: sembrava sempre come appena uscito dalla doccia, ma migliorato
da un
naturale profumo che lo avvolgeva. Le mie capacità mentali erano
amplificate di
centinaia di volte: ero in grado di imparare qualsiasi cosa in poco
tempo e, in
altrettanto poco tempo, ero in grado di trasferire questa conoscenza
agli altri
con un’efficacia inconcepibile per una mente umana. La mia forza fisica
mi
consentiva di alzare pesi superiori diverse volte quello del mio corpo
senza
alcuno sforzo. Non avevo quasi bisogno di dormire e quando mettevo la
testa sul
cuscino, dopo un secondo dal comando di addormentarmi ero già nel mondo
dei
sogni; al risveglio ero immediatamente pieno di energia e lucido. Nella
mia
testa sentivo il cervello di puro cristallo, una sensazione di pulizia
e
limpidezza mai avvertite prima. Le persone erano attratte da me pur
senza che
mi conoscessero e le donne facevano a gara per starmi vicino. Intorno
al mio
corpo fisico, il mio corpo elettromagnetico (o eterico) era pulito: ero
divenuto coscienza pura.
L’azione
più terapeutica che si possa creare in
qualcuno è la separazione di sé in quanto spirito dalla mente senza il
metodo
del dolore, condizione a sua volta, invece, pericolosa; in questa
condizione
l’individuo SA di non essere
soggetto ai voleri del corpo e sa di poterlo controllare come vuole.
Tutto ciò è
solo una piccola parte di ciò che mi accadde.
Purtroppo
quello stato di super-benessere e di
incontenibile potenza durò poco più di un paio di mesi poiché non era
stato
raggiunto naturalmente, ma per mezzo di una tecnica.
Ma
ciò che posso affermare è che in quello stato
c’era la CERTEZZA certa dell’immortalità.
Da
allora ogni respiro della mia vita è stato
rivolto a ritrovare e conservare quello stato.
Noi
creiamo ciò in cui crediamo e se viviamo una
condizione per un periodo necessario per “abituarci all’idea” (farla
divenire
reale), essa diviene la nostra realtà definitiva; così deve essere
anche per la
sensazione di immortalità.
Purtroppo
la realtà dell’immortalità è anche la
cosa più difficile su cui farci l’abitudine poiché il suo opposto, la
paura
della morte, è la più grande aberrazione dell’essere umano: un essere
spirituale, quindi immortale, che ha paura della morte e che combatte
per
sopravvivere. Lo vediamo tutti i giorni: quale aberrazione può essere
più
grande?
Comunque
lo scopo della mia vita divenne come fare a
riottenere quello stato, ma
anche come fare a spiegare ad altri che si possono raggiungere delle
vette di
cui normalmente non ne siamo a conoscenza neanche a livello concettuale.
2008 copyright Arcangelo Miranda
![]() |
![]() |





